Università o lavoro?

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This topic has 3 voices, contains 7 replies, and was last updated by Avatar of Protoss Protoss 455 days ago.

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23/02/2012 at 21:21 #1822
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Protoss

Già tre anni fa si parlava di cosa fare una volta terminate le superiori ma ora che sono in quinta occorre prendere una decisione. Le scelte sono due: provare a cercare un lavoro oppure andare all’università e tentare di conseguire una laurea.
C’ho pensato a lungo e sono passato dall’idea di andarci a quella di lasciar perdere. Il motivo? Ormai la laurea (sto generalizzando, è chiaro) sta diventando un pezzo di carta simile al diploma. Chi me lo fa fare studiare per altri 3/5 anni, spendere denaro e tempo per un pezzo di carta che non apre nuovi sbocchi? Certamente ottenere una laurea è una cosa di cui essere fieri ma, al di là della soddisfazione personale, è davvero utile?
Francamente la mia pazienza scolastica sta per terminare ma, se mi trovassi ad affrontare una materia che mi piace e su cui mi sento forte, potrei anche ricaricare la mia pazienza.

Sono abbastanza sicuro della mia scelta ma vorrei lo stesso trattare l’argomento con voi, dato che sono a conoscenza che siete in possesso di una laurea o che state attualmente frequentando una università. Cosa ne dite? Ne vale davvero la pena?

PS: inizialmente avevo optato per la facoltà di giurisprudenza ma mi è stata caldamente sconsigliata.


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23/02/2012 at 23:42 #1823
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Smiling Philip

Ahhh l’Università che dolori!!!
Allora lascia stare la soddisfazione personale che non ce ne si fa niente. La questione è: è vero che ormai tutti hanno una laurea e neanche questa può più dare sbocchi lavorativi sicuri. Ma la domanda è: senza laurea che sbocchi lavorativi si hanno? E gli sbocchi che si hanno ti piacciono? Poi dipende anche dalle scuole che hai fatto alle superiori. Io avendo fatto il liceo ero obbligato a fare l’uni. Se tu invece hai fatto una scuola professionalizzante ecco che l’università può non essere più indispensabile. Poi dipende da cosa ti piace fare. C’è qualche facoltà che ti interessa? Perchè senza interesse si va poco in là, soprattutto visto che tu hai detto che già di partenza hai poca voglia di studiare ancora per 3/5 anni. Non dare ascolto a chi ti dice di fare giurisprudenza, se devi scegliere scegli qualcosa che ti piace fare e che possibilmente dia più sbocchi lavorativi (scegli un buon compromesso). Giurisprudenza è una facoltà che se non piace è terribile; saranno solo leggi che devi impararti a memoria e gli sbocchi sono moooolto limitati, ormai abbiamo avvocati che ci escono da ogni poro corporeo (per non essere volgare :D ). E comunque ricordati sempre che non c’è età per entrare all’università. Non è che o l’anno prossimo o niente. Adesso puoi provare a cercare qualche lavoro poi se vedi che non trovi niente o non ti piacciono i lavori che ti vengono offerti, provi ad entrare all’uni. Non so se sono stato chiaro ma per ulteriori delucidazioni sono qui :D


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24/02/2012 at 09:16 #1825
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NightFury

Sarò concisa:
1) Non andare all’università tanto per andarci: la laurea vale solo se quello per cui l’hai conseguita è una cosa che sei disposto a fare per il resto della tua vita con una buona dose di passione, altrimenti non ti serve a niente e perdi solo un sacco di tempo perchè devi studiare per cose che non ti interessano, arrivando alla fine degli studi ad un’età tale che ti potrebbe creare problemi nella ricerca di un lavoro. Persone più giovani di te o più motivate potrebbero fregarti il posto.
2) Cerca di non ritrovarti a lavorare e studiare contemporaneamente: è l’inferno, ma se proprio devi farlo che siano studi dei quali sei certo al 100%.
3) Pensa a quale sia la tua dimensione nel lavoro: se non hai in mente una professione precisa adesso domandati se per un qualsiasi altro lavoro sei disposto a fare più dello stretto necessario (che diciamo siano le 8 ore standard degli uffici).
4) Finchè sei vivo niente è definitivo, fai quello che ti senti di fare: se adesso pensi sia meglio lavorare non è detto che tra 5 anni non ti riscopra interessato alla medicina e cominci a studiare per diventare cardiochirurgo dopo 15 anni di studi&specializzazioni varie..


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25/02/2012 at 15:22 #1829
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Protoss

@smilingphilip e @nightfury: Vi darò maggiori informazioni. Una volta uscito dalla mia scuola, mi verrà consegnato il diploma di ragioniere programmatore. Facendo un riassunto, secondo questo diploma, dovrei essere un esperto di contabilità (scritture in partita doppia, conoscenza delle modalità per la redazione di un bilancio e tutti gli altri argomenti trattati nella materia denominata economia azienzale) e un esperto di programmazione (conoscenza del linguaggio Visual Basic, codice HTML, SQL, teoria dei sistemi operativi e Access). Come diploma non è male perché comprende una infarinatura di tutto, visto che tratta altre discipline come il diritto commerciale e civile, la matematica applicata (sarebbe materia di indirizzo ma la trovo completamente inutile) e l’inglese.
Il punto è questo: vale davvero fare dei sacrifici? Chi mi dà garanzia che finita l’università io possa trovare un impegno adatto a quello che ho studiato? Ad esempio, mesi fa, un mio amico si è laureato (non ricordo esattamente il titolo corretto ma non è una laurea che non vale niente) e l’unico impiego che ha trovato fino ad adesso è stato in un McDonald’s. Non per offendere un dipendente del Mc, ma ne è valsa la pena conseguire una laurea per fare un lavoro del genere? Fare tutto questi sacrifici per un lavoro dove non occorre nessuna compenteza particolare? Questo è il mio dubbio. Voglio poter trovare qualcosa che mi ricompensi nel lungo periodo, in modo da poter coprire le spese che ho sostenuto nella mia carriera scolastica ed essere soddisfatto della strada che ho deciso di intraprendere.
Comunque, nel caso decidessi di andare all’università, lo vorrei fare subito perché non credo nell’anno sabbatico. Se perdo il ritmo, dopo è quasi sicuro che non tornerò a studiare (della serie finchè sono in ballo, ballo!). Di certo nbo voglio rimanere ancorato a mamma e papà, perciò dovrò per forza trovarmi un lavoro per coprire, almeno in parte, il costo dell’università.

PS: mi piace diritto e sono uno degli studenti più bravi in questa disciplina. Anche il professore mi ha consigliato di scegliere la facoltà di giurisprudenza anche se, di fatto, non permette di avere accesso ad un lavoro immediatamente e che, come ha detto Philip, ci sono già abbastanza avvocati in Italia.

Questo mie affermazioni, insieme alle precedenti, mi stanno proprio spingendo ad accantonare l’idea dell’università.


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25/02/2012 at 15:43 #1831
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Smiling Philip

Io penso che il tuo amico che lavora al mac sia stato anche fortunato a trovare quel lavoro visto che i laureati difficilmente vengono assunti per lavori dove non sono richieste conoscenze specifiche, i datori di lavoro preferiscono assumere persone non laureate. Ti basti sapere che mi sono iscritto a tutte le agenzie interinali di ferrara e per un anno non mi hanno chiamato neanche una volta, mentre un mio amico non laureato un paio di volte almeno lo hanno chiamato; e avevamo fatto le stesse scelte lavorative. Comunque detto questo, io trovo che il tuo diploma sia più che valido; parere mio, con quello di lavoro dovresti trovarne e l’uni non ti servirebbe neanche. Al massimo visto che hai fatto un indirizzo di livello economico, potresti puntare alla facoltà di economia che potrebbe darti una marcia in più ma secondo me non è indispensabile.
Un’ultima cosa, che non centra un gran chè, nel caso volessi andare all’uni e poi lavorare anche, qui dipende dalla facoltà che fai, ce ne sono alcune in cui puoi permetterti di lavorare al massimo allungando un pò la durata degli studi (e sono la maggioranza dei corsi); in alcuni casi però come ad esempio tutte le lauree sanitarie (come fisioterapia che sto facendo adesso) questo è impossibile a meno che tu non abbia giornate da 72 ore.


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26/02/2012 at 12:26 #1837
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Protoss

@smilingphilip: beh fortunato non lo definirei visto che voleva trovare un lavoro adatto alle sue competenze (penso che sia un po’ l’obbiettivo di tutti coloro che escono dall’università). Il mio diploma è valido sicuramente più di altri però non penso sia sufficiente. Persone che sono uscite dalla mia scuola hanno trovato lavoro dopo un anno oppure si stanno accontentando di quello che trovano, cambiando costantemente lavoro. Certamente è sempre meglio che essere costantemente disoccupati ma non si può sperare di costruire un futuro lavorando ogni morte di Papa.
Comunque ci ho pensato e l’università presenta troppi rischi e svantaggi. Non ne vale la pena. Tenterò la fortuna.

Il punto è che in altri Paesi dell’Unione Europea queste competenze verrebbero subito elogiate. L’Italia sta morendo lentamente e non si sta facendo niente per fermare questo esodo verso l’estero. Ci stavo pensando anch’io di andarmene dall’Italia. E’ una scelta avventata e coraggiosa però se le cose qua non cambiano a favore dei giovani penso sia l’unica via.


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26/02/2012 at 13:57 #1840
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Smiling Philip

Sono d’accordo in tutto con te e anche col fatto che quando uno esce da una scuola vorrebbe trovare qualcosa di inerente a quello che ha studiato ma posso assicurarti che adesso come adesso molti si bacerebbero i gomiti per avere qualche lavoro saltuario qua e la o lavorare al mac. Certo non sarà il lavoro della vita e quando i venti cambieranno (si spera che cambino) troveranno qualcosa che più conface a loro. Ma almeno adesso stanno lavorando. Possono scegliere di continuare a lavorare o licenziarsi se il lavoro gli fa proprio cag.. diciamo gli fa schifo. ma non tutti hanno questa scelta.


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26/02/2012 at 20:07 #1848
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Protoss

Sono consapevole della difficoltà nel trovare un lavoro, anche se non l’ho vissuto sulla mia pelle.
Trovo inaccettabile che in una società moderna come la nostra le cose stiano andando così a rotoli. Provoca amarezza questa cosa. Il futuro dei giovani è stato praticamente rovinato a causa della “vecchia guardia” che ha mangiato e mangiato fino a scoppiare. Morale della favola? Loro hanno mangiato fin troppo e quelli che verranno dovranno stare a digiuno.
La nostra Costituzione afferma, nel primo articolo, che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e, nel quarto articolo, che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Tante belle parola ma che non valgono nella realtà. Se c’è una cosa che odio in maniera particolare è proprio l’ipocrisia.


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